homepage
_______________
primo piano
_______________
SUONI:
speciali
articoli
interviste
recensioni
concerti
playlist
eventi
stampa, web
e fanzine

notizie e
comunicati stampa

date concerti
links
_______________
VISIONI
_______________
LETTURE
_______________
TEATRO
_______________
ARTE
_______________
SOCIETA'
_______________
blog
_______________
contatti
_______________


S U O N I

[INDIE MOOD]
indie, pop, rock, shoegaze, dream pop...
[ROUGHVIBES]
punk, rock'n'roll, garage, lo-fi, punk-blues, blues...
[BEATZILLA]
elettronica, hip hop, ritmi...
[RATATUIA]
world, folk, etnica, tradizionale, occitania...
[POPOFF ]
noise, advanguarde, post-rock, field recordings, contemporanea, musica brutta, bizzarra...


_______________
*loading*
pagine visitate dal 21/11/2007

(data di attivazione del contatore)
feeds



_________________ links / partners
amici / media / collaborazioni


CUNEOSETTE
settimanale del martedi'

cronaca, informazione, sport, cultura e spettacoli

L'ARCIPELAGO
isole in movimento
trimestrale


CUNEOCRONACA
quotidiano on-line

Finardi Marlene Kuntz Marco Paolini R.Sinigallia I Like Trains Handsome Family Peeesseye Gai Saber Lou Dalfin My Awesome Mixtape A.Raina Ardecore Amiina Yo Yo Mundi Gianmaria Testa Le Man Avec Les Lunettes Perturbazione Instrumental Quarter Branduardi Africa Unite...






archivio cronologico
oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

____________________
commenti
DanteHicks in MARLENE KUNTZ "Uno" ...
____________________
oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
-->

LOU DALFIN
“I Virasolelhs”
(Musicalista, cd 2007)

loudalfin _ cd2007 trambuti.orgDopo un periodo di silenzio discografico, i Lou Dalfin sono tornati sul mercato discografico con il nuovo cd “I Virasolelhs” (Musicalista, 2007). Nel lasso di tempo intercorso tra la pubblicazione del disco ed il suo precedente “l’Oste del Diau” hanno continuato, come d’abitudine, a calcare le assi dei palchi di tutta Italia senza rinunciare a qualche capatina transalpina.

La natura stessa del progetto di Sergio Berardo e soci trova d’altronde massima espressione all’interno del contesto concertistico in cui il leader ed i suo fieri accoliti regalano, senza soluzione di continuità, ritmi indiavolati, ballate senza tempo e cadenze coinvolgenti. Anche l’ultima loro opera discografica rivela molta della grinta che sanno riversare sul pubblico dal palco ma, in più, la volontà di arricchire la propria formula musicale di nuovi colori e nuove sfumature. Una sorta di evoluzione nella continuità: gli arrangiamenti sono ancora più articolati e policromi grazie anche alla presenza di nuovi musicisti.

Le colonne portanti, gli inossidabili Sergio Berardo (voce, ghironda, organetto, flauti, cornamusa e chitarra), Riccardo Serra (batteria e percussioni) e Dino Tron (cornamusa, fisarmonica ed organetto), sono supportati dagli innesti di mandolino, bouzouki e banjo di Mario Poletti, clarinetto, sax tenore, contralto e soprano di Luca Biggio, la tromba di Diego Vasserot, le chitarre di Enrico Gosmar ed il basso del rientrante, dopo un paio di anni di assenza, Daniele Giordano.

Da non dimenticare anche gli apporti degli ospiti tra i quali Papet J, voce dei Massilia Sound System, il coro de L'Escabot (Fabrizio Simondi, Daniela Dalmasso, Pier Giorgio Sandroni, Bruno Simondi, Antonio Deidda) e poi ancora altri ottoni, archi, percussioni, l’organo hammond e le urla della squadra di rugby di Borgo San Dalmazzo, il Pedona Rugby Equip Occitan, di cui i Lou Dalfin sono sponsor ormai da anni. Le popolazioni occitane (specie in Guascogna ed Aquitania), come racconta Berardo, “hanno un rapporto privilegiato con il rugby anche per motivi storici legati all’influenza inglese”.

Rapporto che è stato ricordato anche nelle recenti celebrazioni per i venticinque anni di attività della formazione cuneese tenute nella sede scenografica, prestigiosa e simbolica del Forte di Exilles, mastio che sorveglia l’ingresso all’Alta Val di Susa e sede del Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino. La mostra “Lou Dalfin, XXV ans d’images e d’istorias” (www.museomontagna.org), che rimarrà aperta tutta l’estate, ripercorre i momenti salienti dell’attività culturale del gruppo con l’esposizione di tutto il materiale grafico dai tempi del primo disco “En Franso I Ero De Grando Guero” del 1982, strumenti d’epoca e fotografie di suonatori.

Costante dei pensieri e dei discorsi di Berardo è ribadire che il rischio che spesso si corre è quello di “trasformare la musica popolare da mezzo per stare insieme a fine per fare accademia” ed una tradizione è veramente morta “quando la difendi invece d’inventarla. La musica tradizionale si è sempre presa il proprio tempo. Viviamo in un mondo in cui tutto va più veloce, è più frenetico. I cambiamenti che noi abbiamo attuato sono stato pensati, fatti, digeriti, mai studiati a tavolino ma intervenuti un po’ per volta all’interno di quello scambio di energie, di emozioni che sta alla base di ogni suono popolare. La musica popolare nasce e nel tempo, cresce, si modifica, si evolve”.

Ed allora ecco che, accanto al repertorio di curente, rigodon, scottish, polke e mazurke, i Lou Dalfin non disdegnano di concedere ancora più respiro alla propria musica con influenze manouche, la patchanka francofona, il reggae, il raggamuffin e finanche sapori sudamericani.

Nuovo materiale da proporre dal vivo, naturale contesto per il gruppo di Berardo in cui cavalcare ritmi arrembanti e blandire ballate struggenti.
(www.loudalfin.it)

Sergio Porracchia
(CuneoCronaca.it / L'Arcipelago)

LOU DALFIN “I Virasolelhs” (Musicalista, cd 2007) | permalink | commenti |

Commenti